Costellazioni familiari e sistemiche

Sessioni individuali e di gruppo per sciogliere i nodi delle memorie familiari

Quando da piccoli gli amici di mio figlio mi chiedevano che lavoro facessi dicevo che aiutavo le persone a mettere in ordine la loro stanza della Vita. Un po’ come la loro cameretta quando è in disordine ed appare un disastro, non si trovano le cose, ci si arrabbia, poi si arrabbiano anche mamma e papà e in questa guerra di malumori e caos ci perdiamo tutti… tempo, possibilità di gioco, di studio, di concentrazione e creatività. Ma una volta messa a posto, scoviamo quel gioco che da tanto cercavamo, quel mattoncino Lego che non faceva partire l’elicottero e magari qualche giocattolo rotto che ormai è da lasciare andare, ma senza dimenticare i ricordi dei tempi passati insieme! Così la stanza, che sembra nuova, trasformata (e un po’ in effetti lo è) diventa bella, ci si può muovere facilmente, attingere a tutto quello che serve e che contiene, facendo la gioia di tutti in famiglia e anche degli amici che verranno!

La stanza della Vita rappresenta la nostra storia. Noi siamo la nostra famiglia. Siamo il nostro sistema familiare. Siamo i talenti e le virtù dei nostri antenati, ma anche i loro irrisolti che la nostra anima porta per fedeltà e appartenenza al sistema, in un ineluttabile conflitto di relazioni, sentimenti, tra parti di noi. Un disordine nella storia del sistema familiare può continuare di generazione in generazione fino a noi. Il lavoro delle costellazioni familiari può portare questo conflitto irrisolto alla luce, affinché possa cessarne l’effetto e si possa tornare all’armonia in un flusso della vita pieno.

Nella mia esperienza personale, professionale e di formazione, il conflitto non è solo quello tra persone, in un litigio o in un disaccordo. Il conflitto infatti sussiste: tra parti di noi, con persone con le quali abbiamo vari tipi di relazione, con le emozioni, con le storie del passato, quando tutto questo non ha trovato ancora una riconciliazione. Parlo di quella riconciliazione profonda, inconscia, sottile, che ci tocca fino all’anima, perché ogni volta che qualcosa non è andato a posto, non è stato accolto e pacificato in noi e nel sistema, resta un conflitto per tutti. Magari è un conflitto di un antenato, magari quello di nostra madre o anche qualcosa che ci riguarda da più vicino in prima persona. Poco importa se lontano o vicino perché tutto quello che non è stato riconciliato e pacificato continua a tramandarsi. Proprio come accade con i nostri connotati fisici, che ereditiamo dei nostri antenati e che continuano mostrarsi per generazioni e generazioni, così le memorie tutte restano nel flusso della Vita e, di generazione in generazione, arrivano fino a noi.

Le costellazioni portano alla luce come i traumi degli antenati sopravvivano e ci influenzano nella vita. Le costellazioni sistemiche e familiari portano alla luce ciò che è (in)visibile, comprensibile ai nostri occhi e alla logica della nostra mente. Le costellazioni rivelano il movimento interiore che portiamo dentro e che diventa indispensabile guardare e mettere nel giusto ordine sistemico per darci una chiave di svolta, di comprensione profonda e di trasformazione.

Memorie di storia, accadimenti, emozioni o sentimenti di altri, se non sono in ordine rischiano di gravare ancora su di noi. Quindi cosa accade? Ci troviamo a recitare nella nostra vita il copione della storia che è stata di qualcun altro. E non importa tutto l’affanno che mettiamo nel cambiare strategie e azioni, ritorneremo sempre nello stesso antico movimento del sistema.

Nella mia esperienza personale e professionale ho avuto modo più volte di entrare e vedere da vicino conflitti di vario genere. Grazie al lavoro delle costellazioni ho compreso sempre più quanto spesso ci sia la tentazione di entrare in una coazione a ripetere per ritrovarsi nella stessa storia di nostra madre di infelicità e sacrificio, la stessa rabbia di nostro padre o la tristezza di un nonno. Per tanto tempo anche io ho vissuto il conflitto, direttamente e indirettamente, sentendomi in una gabbia senza via di uscita e senza speranza, dove gli scenari si ripetevano puntualmente, fino a quando ho iniziato a comprendere. Tutto quel ripetersi girava a vuoto per la logica del fare e della mente. Così, grazie al lavoro delle costellazioni, ho imparato a fermarmi a guardare quegli scenari che si ripetevano con uno sguardo più ampio. Senza giudizio, senza colpa per me o altri, senza la fretta di fare, ma la calma di sentire: cosa accadeva in me in quei momenti, dove qualcosa entrava in lotta, non era in pace, quando entravo in un conflitto?

L’ho osservato tante volte anche nel mio sistema familiare, nei racconti, negli eventi dove sono stata spettatrice. Ed è proprio da ciò che era più scomodo che ogni volta, grazie al lavoro delle costellazioni, ho potuto trovare nuove risorse e ispirazioni. Con una nuova chiave di lettura quegli accadimenti si sono trasformati in una forza, una crescita, che mi ha spinto verso una nuova coscienza, nuove scelte e nuovi passi soltanto i miei sostenuti da una pacifica e amorevole presenza dei miei antenati dietro di me, ma senza più ripeterne i destini.

L’ho osservato tante volte anche nel mio sistema familiare, nei racconti, negli eventi dove sono stata spettatrice. Ed è proprio da ciò che era più scomodo che ogni volta, grazie al lavoro delle costellazioni, ho potuto trovare nuove risorse e ispirazioni. Con una nuova chiave di lettura quegli accadimenti si sono trasformati in una forza, una crescita, che mi ha spinto verso una nuova coscienza, nuove scelte e nuovi passi soltanto i miei sostenuti da una pacifica e amorevole presenza dei miei antenati dietro di me, ma senza più ripeterne i destini.

Spesso quando siamo irretiti negli irrisolti del sistema, e ancora non ne abbiamo coscienza, ci sentiamo apparentemente così grandi, onnipotenti, infallibili (e lasciatemi dire anche un po’ presuntuosi, ammettiamolo). Ma non guardiamo profondamente e non ci permettiamo di sentire quanto siamo piccoli di fronte al carico che portiamo per la fedeltà al sistema. Per ripetere, cambiare o combattere qualcosa, spesso la storia di generazioni. Impauriti, addolorati, arrabbiati, impotenti. Eppure, resistiamo ma a quale prezzo? Questo spesso non lo guardiamo.

Con il lavoro delle costellazioni, impariamo ad essere piccoli veramente, senza carichi, così da diventare grandi sul serio, e prendere in mano le redini della nostra Vita.

Quello che emerge dal lavoro di costellazioni è l’amore cieco con il quale fin da piccoli, seguiamo il destino di altri o prendiamo il posto di membri del sistema esclusi, dimenticati, o morti prematuramente. E come lo facciamo? Prendendo su di noi la loro storia e facendola nostra. Siamo disposti spesso a tutto pur di essere vicini ai nostri genitori e antenati, al nostro sistema familiare, nel tentativo illusorio di salvare tutti. Ci troviamo ad essere sempre arrabbiati anche senza motivo (in memoria dello stesso dolore e impotenza della nonna per la perdita di un figlio), o non riuscire ad essere felici come dovremmo e  a rincorrere successi sul lavoro senza potersi sottrarre (per rivendicare la povertà o le umili origini dei nostri antenati – non possiamo mollare sennò rischiamo di rimanere poveri e invece dobbiamo riscattare queste antiche sofferenze di tanti!), ad avere conflitti nella relazione di coppia (come i nostri genitori hanno avuto – loro hanno litigato tutta la vita – io non farò mai come loro e allora troverò una relazione dove è certa la separazione per dimostrare inconsciamente che sono migliore di loro…. Ma alla fine? Sono restato irretito nella stessa dinamica di difficoltà relazionale, senza mai guardare a trovare una relazione piena). Una parte importante e fondamentale del lavoro di costellazioni familiari è proprio questa alchimia nel passare dallo sguardo dell’amore cieco ad un amore che vede e riconosce il destino di altri, rispettandolo e lasciandolo andare così come è, o così come è stato. Questo ci permette di lasciare andare le dinamiche di copione per prendersi davvero cura di noi e della nostra vita. Un passaggio da lealtà cieca al riconoscimento che rende liberi e nella forza tutti, sia gli antenati che coloro che vivono nella vita presente.

Chi posso aiutare

Un lavoro da svolgere in sessioni di gruppo o individuali

Non è necessaria alcuna preparazione o studio antecedente all’incontro. Consiglio soltanto di cogliere l’occasione per ripensare o chiedere di racconti, aneddoti e vissuti sul proprio sistema. A volte già scoprendo cose non conosciute inizia l’alchimia, qualcosa inizia a risuonare in modo nuovo ancor prima dell’incontro.

Contatti

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