Anna si è sempre sentita forte, sana, indistruttibile, ma quando il suo corpo ha iniziato prima ad avere piccoli disturbi e poi l’ha immobilizzata a letto, allora si è impaurita e si è fermata veramente.

Non è facile comprendere il linguaggio dell’anima della nostra salute quando ci siamo dimenticati di un corpo bravo e ubbidiente, che non si è fatto mai sentire. Come Anna che non si era mai concessa di ascoltarlo, sempre proiettata a fare, a muoversi “fuori” di sé. Un corpo congelato ma in azione per essere una donna al pari, e forse più, degli uomini. Era diventata come gli stessi uomini di potere del suo sistema, senza amore e con un grande vuoto dentro. Per sentirsi vista dal padre, era diventata proprio come lui. E non solo nel carattere, nelle scelte, nell’”abito” indossato nella vita. Il linguaggio dell’anima di Anna diceva “caro papà prendo il tuo dolore su di me, al posto tuo”. Perché dietro quella durezza, l’anima sentiva la grande sofferenza che il padre portava per gli antenati morti in guerra. Storie dimenticate perché troppo grandi e dolorose da guardare. Il corpo, con il linguaggio dell’anima, porta messaggi, racconta antichi vissuti. Un’opportunità di ascolto, presenza e consapevolezza.

Il linguaggio dell’anima, quali effetti ha in altri ambiti della vita?