Da molto tempo Anna era in una battaglia legale con il fratello per l’eredità del padre. Un tema che le creava ancora molta ansia e dolore.

L’avvocato di Anna, sensibile al mio lavoro, mi ha chiesto di occuparmi di questo eterno conflitto per comprendere cosa si nascondesse dietro, quale il linguaggio dell’anima di cui fosse portatore. I due fratelli, formalmente in guerra per l’eredità, si stavano in realtà contendendo lo sguardo del padre, un uomo di potere, che guardava più ai risultati che ai sentimenti. Dai racconti di Anna era emerso che il padre aveva perso il fratello da piccolo per una malattia. Un lutto mai superato che lo ha reso arrabbiato e duro ma con un peso sul cuore mai riconosciuto. Ogni occasione di affetto e amore, come i figli, lo riportava a un’antica memoria dove amore è impotenza, paura e perdita. Per non sentire non “guardava” escludendo ogni sentimento. Rabbia e dolore diventavano sempre più grandi, adesso anche per Anna e suo fratello, in un ripetersi senza fine. Riconoscendo questa storia con il linguaggio dell’anima, un nuovo spazio di coscienza si è aperto. L’avvocato può gestire le formalità con fluidità e la relazione tra fratelli ha una possibilità di incontro.

Quante storie e destini restano ancora invisibili nella nostra vita?