Relazioni

Sotto ogni “abito” che indossiamo, quello di genitore, partner, figlio, amico o collega, c’è qualcosa che arriva prima delle apparenze. La nostra storia, del nostro sistema familiare, culturale, sociale al quale apparteniamo. Sotto ogni “abito” la nostra anima, dove passato presente e futuro, in una relazione inseparabile, sono l’uno a servizio dell’altro. Progettiamo il futuro grazie a un presente fatto di ciò che ci ha preceduto: le nostre esperienze, la storia di antenati mai conosciuti. Ne portiamo gli stessi connotati fisici, il carattere, i talenti, ma anche gli stessi destini, le stesse emozioni. Nelle relazioni scegliamo, guardiamo, giudichiamo, amiamo, con il linguaggio dell’anima. Restiamo nella rinuncia a realizzarci pienamente come le donne del nostro sistema, sentiamo un vuoto incolmabile come quello lasciato dai morti della guerra nella storia del nonno, siamo abbandonate dai partner come gli orfani dalla morte prematura dei genitori, non ci sentiamo visti come il figlio illegittimo del sistema mai riconosciuto, siamo madri troppo efficienti e accudenti per compensare il dolore di un aborto non elaborato.
Guardare con il linguaggio dell’anima alle nostre relazioni ci fa riconoscere e lasciare andare la cieca fedeltà alle memorie di irrisolti e destini ineluttabili.

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